LICENZIAMENTO PER GIUSTIFICATO MOTIVO OGGETTIVO

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo

Visti anche i numerosi cambiamenti che le nostre economie stanno incontrando, molte attività, piccole o grandi che siano, sono entrate in crisi per svariati motivi, e per questo sempre più spesso ci troviamo ad ascoltare esternazioni di questo tipo:

“Mi dispiace ma non ce la faccio proprio più! La mia azienda è in crisi e non riesco più a pagare lo stipendio ai miei dipendenti. Dovrò procedere, mio malgrado, a dei  licenziamenti!”

In casi del genere ci troviamo di fronte ad un “licenziamento per giustificato motivo oggettivo”, ossia quando per oggettive ragioni di riorganizzazione aziendale, il datore di lavoro è costretto a privarsi di alcuni suoi dipendenti che non può utilmente reimpiegare in altri comparti della sua azienda.

In linea generale si può ritenere valido un licenziamento per giustificato motivo oggettivo quando le ragioni della cessazione del rapporto di lavoro non provengono dal comportamento del dipendente ma i motivi derivano da:

  1. crisi del settore in cui opera l’impresa;
  2. riorganizzazione dell’attività aziendale finalizzata ad una gestione più economica;
  3. diminuzione del fatturato;
  4. soppressione del posto di lavoro, inteso come ridistribuzione delle mansioni prima svolte dal lavoratore licenziato agli altri dipendenti rimasti in servizio;
  5. soppressione del settore lavorativo, del reparto o del posto cui era addetto il dipendente.

Il datore di lavoro dovrà comunicare per iscritto il licenziamento al prestatore di lavoro, e specificare i motivi che lo hanno determinato, rispettando i termini di preavviso.

Ricordo che il licenziamento di lavoratori assunti fino al 6 marzo 2015, per le aziende con più di 15 dipendenti, non soggetti quindi alla cosiddette  tutele crescenti, deve essere preceduto da una comunicazione alla Direzione territoriale del lavoro.

Lascia un commento

uno × 5 =