IL LAVORO A CHIAMATA

COME ASSUMERE UN LAVORATORE SOLO QUANDO NE HAI BISOGNO?

Una delle domande ricorrenti in merito alle assunzioni è sicuramente quella che dà il titolo a questo video,  ossia come faccio ad assumere un lavoratore se ne ho bisogno soltanto per alcuni periodi limitati della settimana del mese o dell’anno?

Uno degli strumenti più efficaci in tal senso previsti dalla normativa vigente è sicuramente il contratto di LAVORO A CHIAMATA, O INTERMITTENTE o se vogliamo JOB AND CALL.

La caratteristica principale di questo tipo di contratto è proprio data dal tipico alternarsi di fasi di effettiva prestazione di lavoro, a periodi in cui non vi è alcun espletamento di attività lavorativa. Ma è sempre possibile utilizzare questa forma contrattuale, oppure ci sono regole particolari su cui è necessario porre la nostra attenzione.

L’art. 13 del D.lgs 81/2015 in primo luogo ci dice che il contratto di lavoro intermittente può essere stipulato per le esigenze individuate dai CONTRATTI COLLETTIVI;

Quindi prima di assumere un lavoratore a chiamata è fondamentale verificare se all’interno del contratto collettivo applicato dall’azienda sia disciplinata tale tipologia di prestazione lavorativa.

E se il CCNL applicato non lo prevede?

In questo caso dobbiamo andare un po’ indietro nel tempo e verificare se all’interno del regio Decreto n. 2657 del lontano  6 dicembre 1923, sia presente l’attività per la quale dovremo assumere il nostro lavoratore.

In tale decreto sono elencate le attività per le quali è sempre possibile assumere un lavoratore con contratto di lavoro a chiamata, distinguendosi in quanto caratterizzate da elementi intrinsechi di discontinuità ed intermittenza.

Tra queste possiamo citare il lavoro dei custodi, dei guardiani diurni e notturni, dei camerieri, del personale di servizio e di cucina negli alberghi o degli esercizi pubblici in genere.

  • Attenzione però è sempre possibile utilizzare il contratto a chiamata con soggetti di età inferiore ai 24 anni e superiore ai 55, anche pensionati.

Altra Regola fondamentale da tenere in considerazione è che il contratto di lavoro intermittente è ammesso per ciascun lavoratore e con il medesimo datore di lavoro per un periodo complessivamente non superiore alle 400 giornate nell’arco di tre anni solari, ad eccezione dei settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo in cui tale limite può essere derogato.

Nel caso in cui sia superato questo periodo, il rapporto di lavoro intermittente si trasforma in un rapporto a tempo pieno e indeterminato.

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