CO.CO.CO e CO.CO.PRO ESISTONO ANCORA?

Una delle domande ricorrenti che mi viene posta è se è ancora possibile assumere collaboratori utilizzando forme contrattuali di natura parasubordinata, ossia a metà strada tra lavoro autonomo e lavoro dipendente, per intenderci le tanto discusse co.co.co e co.co.pro., ossia le collaborazioni coordinate e continuative e quelle a progetto.

Se le collaborazioni a progetto sono ormai state abolite, ad oggi è ancora possibile utilizzare le collaborazioni coordinate e continuative, ossia le co.co.co. , purché però “genuine” ovvero che  non costituiscano un rapporto di lavoro subordinato “mascherato”.

Ma come si fa a capire se una cococo è genuina o meno?

In verità il legislatore non ci fornisce gli elementi specifici che una  di collaborazione coordinata e continuativa deve contenere per definirsi autentica, ma si limita a dettare gli elementi che caratterizzano una collaborazione coordinata e continuativa NON GENUINA e quindi riconducibile al lavoro subordinato.

In particolare se una collaborazione presenta congiuntamente tre particolari caratteristiche, e cioè:

  1. È  esclusivamente personale
  2. È caratterizzata per essere continuativa
  3. Le modalità di esecuzione della prestazione lavorativa sono  organizzate dal committente anche con riferimento a tempi e luogo di lavoro.

Non ci troviamo di fronte ad un rapporto di collaborazione ma nei confronti di una presunzione di subordinazione e quindi di  rapporto di lavoro subordinato.

Ci sono, comunque, dei tipi di collaborazione esclusi dalla presunzione di subordinazione:

  • le collaborazioni disciplinate, dal punto di vista economico e normativo, dai contratti collettivi, finalizzati a particolari esigenze produttive ed organizzative di settore;
  • oppure le collaborazioni svolte da professionisti iscritti ad albi o ordini, prestate nell’esercizio della professione per la quale è richiesta l’iscrizione (ad esempio, una collaborazione nell’ambito della consulenza legale per un avvocato);
  • le collaborazioni effettuate da amministratori e sindaci di società, e da partecipanti a collegi e commissioni;
  • le collaborazioni prestate in favore di associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate al CONI.

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